12 Giu Iperidrosi essenziale o primitiva
L’Iperidrosi primitiva (PH) è un disturbo caratterizzato da una eccessiva e profusa sudorazione, solo diurna, in aree corporee caratteristiche: palmare, ascellare, e facciale. Insorge in età adolescenziale intorno ai 14 anni, senza particolari differenze di genere. Chiamata “primitiva” poiché di eziologia non nota: sembrerebbe dipendere da una predisposizione familiare, associata a disordini del Sistema Nervoso Autonomo, nello specifico del Sistema Simpatico, che comporta un’alterata secrezione delle ghiandole sudoripare (eccrine), nonché di una alterazione del centro termoregolatorio ipotalamico. Differisce con l’iperidrosi secondaria che è associata ad altre comorbidità. Nelle forme più gravi, si può manifestare con un vero e proprio “gocciolamento” in cui il sudore scivola lungo l’area interessata gocciolando profusamente. In questi casi possono comparire delle complicazioni dermatologiche perché il sudore copioso può condurre ad una macerazione della pelle provocando l’insorgere di infezioni secondarie.
Nelle sue forme più gravi l’iperidrosi può essere veramente invalidante per la vita lavorativa e sociale delle persone che ne sono affette. Sono soprattutto i pazienti affetti da forme medie o severe di iperidrosi idiopatica a richiedere un trattamento medico o trattamento chirurgico definitivo. Prevalentemente i pazienti descrivono di provare intense sensazioni di imbarazzo per la loro sudorazione e di essere portati a limitare al massimo o a ritirarsi dalla loro vita relazionale. Pertanto, si tratta di una situazione che invalida notevolmente la qualità della vita dell’individuo.
La più frequente forma di iperidrosi, comunque, è l’iperidrosi essenziale (idiopatica) focale del palmo delle mani, delle ascelle, o dei piedi. Colpisce fino al 2 % della popolazione. Il trattamento dell’iperidrosi (sudorazione eccessiva) può essere scelto in base alla gravità sia oggettiva che soggettiva o anche in relazione al tipo di lavoro che il paziente svolge. L’opzione d’elezione più diffusa e sicura è il botulino (tossina botulinica), che blocca le ghiandole sudoripare con risultati efficaci che durano dai 5 ai 6 mesi.
Trattamenti non invasivi e topici
La terapia medica è basata sull’utilizzo di pomate, ionoforesi ed iniezione di Tossina Botulinica.
Terapia con antitraspiranti: è stata per anni la terapia di prima scelta per l’iperidrosi, basata su farmaci “antitraspiranti” a base di cloruro di alluminio, glutaraldeide o tannina.
Ionoforesi: si tratta di una tecnica che consiste nell’applicare, tramite un generatore, una corrente continua di bassa intensità alle palme immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo.
Terapia con tossina botulinica: la tossina botulinica di tipo A è indicata per il trattamento dell’iperidrosi ascellare. Il meccanismo di azione della tossina botulinica prevede il blocco delle terminazioni nervose che attivano le ghiandole sudoripare. Il trattamento è piuttosto semplice, e prevede l’iniezione della tossina botulinica direttamente sulla pelle del cavo ascellare o sulla superficie del palmo delle mani, effettuando 10-15 piccole punture superficiali distribuite omogeneamente nell’area da trattare. Gli aghi usati sono molto sottili e il dolore durante il trattamento è modesto. La tossina botulinica richiede qualche giorno per sviluppare la sua azione e, in genere, i risultati del trattamento sono visibili circa dopo 7 o 10 giorni. Il trattamento dell’iperidrosi con tossina botulinica non ha effetti permanenti, e la sua durata è di circa 4-6 mesi. Per ottenere una riduzione stabile della sudorazione il trattamento va ripetuto due o tre volte all’anno, in base alle necessità del paziente. Se si decide di interrompere i trattamenti con tossina botulinica, la sudorazione ritornerà gradualmente al livello precedente, e non ci saranno altri cambiamenti nella zona trattata.
A cura di Calogero Porrello | Specialista in Medicina Estetica e Funzionale